14/6/2019 13:30:00
News ed Eventi : La fase dell'allattamento nella femmina

La fase dell'allattamento nella femmina dura normalmente fino a quando i cuccioli hanno raggiunto l'età di 6-8 settimane ma sicuramente per le prime 4 settimane i fabbisogni nutrizionali dei cuccioli sono soddisfatti interamente dal latte.



Interessantissimo articolo ripreso dalla fonte:

http://www.pointvet.it/web/index.php? ... ption=content&id=9818

 

Allattamento naturale e artificiale

La crescita più naturale e sicura è garantita dal colostro, inizialmente, e poi dal latte materno ma può capitare che la femmina non abbia latte a sufficienza per i cuccioli o che per qualche problema alimentare o patologico non ne abbia del tutto: in tal caso deve intervenire l'allevatore.

Alimentazione sotto la madre
Il principale obiettivo dell'allevatore, durante la fase d’allattamento materno, deve essere quello di fornire alla femmina un’alimentazione idonea sia dal punto di vista qualitàtivo sia quantitativo così da coprire i fabbisogni di crescita della cucciolata senza intaccare eccessivamente le sue riserve energetiche; per ottenere questo l'allevatore deve riuscire a trovare il corretto equilibrio tra la richiesta di latte da parte dei cuccioli e la produzione stessa di latte da parte della madre. A seconda della razza, il peso di un cucciolo alla nascita può variare da 70 a 700 g e dopo una perdita di peso fisiologica il primo giorno di vita, che comunque non deve superare il 10%, il peso deve crescere molto rapidamente, dal 5 al 10% al giorno nel corso delle prime settimane; un controllo quotidiano del peso, a orari prestabiliti, aiuta a monitorare una corretta crescita. In linea di massima, un cucciolo che non prende peso per due giorni consecutivi deve essere controllato e seguito in modo particolare dato che qualsiasi ritardo nella crescita deve indurre l'allevatore a ricercarne rapidamente la causa. Il motivo infatti può essere legato alla madre se l'insieme della cucciolata è sofferente o a fattori soggettivi se solo alcuni cuccioli accusano il ritardo. L’ascolto dei guaiti, l'osservazione delle poppate e del comportamento materno, la valutazione della vitalità, della temperatura rettale e dello stato di idratazione dei cuccioli rappresentano parametri utili da controllare regolarmente durante il primo periodo, quando la mortalità può comparire all'improvviso. La produzione lattea della madre in questa fase dipende dal controllo dei parametri ambientali e dall'alimentazione offerta. La madre, in lattazione, può essere nutrita a volontà, essendo quasi nullo il rischio obesità, data la notevole perdita di principi nutrizionali tramite il latte; i fabbisogni della femmina dipendono certamente dal numero di cuccioli da allattare ma superano spesso da tre a quattro volte i suoi fabbisogni di mantenimento standard, al picco di lattazione, quindi verso la terza settimana. La madre non deve aver perso più del 10% del suo peso alla fine dell'allattamento quindi è essenziale un corretto equilibrio nella formulazione dell'alimento dato che l'aggiunta di un qualsiasi integratore alla razione rischia di interferire con l'assorbimento di altri principi nutritivi; la scelta ottimale è sempre quella orientata verso un alimento specifico studiato per la femmina in allattamento o l'utilizzo di un alimento per cuccioli, che presentano il vantaggio di rispondere ai fabbisogni della madre durante l'ultimo terzo di gestazione, durante l'allattamento e costituendo anche un alimento idoneo per lo svezzamento della cucciolata.     

Ruolo dell'allevatore
Al momento del parto l'allevatore deve ispezionare subito la cucciolata per individuare i cuccioli che presentino anomalie quali ad esempio la fissurazione del palato o un ritardo di crescita intrauterina; successivamente è bene assicurarsi che i cuccioli comincino rapidamente a cercare la mammella della madre e vi si attacchino così da assumere il colostro in quantità adeguata. Questo primo secreto, oltre alle sue virtù nutritive, permette di stimolare la prima defecazione e apporta il 95% degli anticorpi necessari alla protezione dei cuccioli contro le infezioni. In questo modo la madre trasmette passivamente la sua capacità immunitaria ai cuccioli per le prime 5-7 settimana di vita dei piccoli, in attesa che sviluppino la capacità di difendersi anche aiutati dalle prime vaccinazioni. I cuccioli sono in grado di assorbire il colostro per non più di 48 ore dopo il parto dato che successivamente gli anticorpi ingeriti vengono distrutti a livello gastrico prima del loro assorbimento; se i cuccioli quindi non ingeriscono colostro sono protetti solo dagli anticorpi che hanno attraversato la barriere placentare durante la gestazione. Per ottenere una protezione ottimale dei cuccioli l'allevatore deve vaccinare la femmina nel mese che precede la monta mentre altri vaccini, ad esempio quello contro l'herpesvirus, sono da effettuare durante la gestazione. Durante il primo periodo di vita dei neonati l'allevatore si limita ad assicurarsi che la femmina possegga istinto materno, in particolare che provveda alla pulizia dei cuccioli, indispensabile per i loro riflessi di defecazione e minzione, e a sorvegliare le poppate mettendo eventualmente i cuccioli meno vitali alle mammelle posteriori, che forniscono un latte più sostanzioso. 

Alimentazione artificiale
In caso di assistenza materna non adeguata, per una cucciolata troppo numerosa, per insufficienza di latte o per qualsiasi altro motivo, che si traduce con lamenti incessanti di tutta o di una parte della cucciolata, l'allevatore ha due alternative: ricorrere ad un allattamento artificiale o cercare una balia che allatti tutti o alcuni cuccioli. Nel primo caso il ricorso ad un latte sostitutivo adatto alla specie canina permette di solito di assicurare la sopravvivenza dei cuccioli, sempre che abbiano almeno assunto il colostro, anche se con un leggero ritardo di crescita, recuperabile comunque dopo lo svezzamento. Esistono in commercio preparati in polvere pronti da diluire adatti ai cuccioli, altrimenti è possibile ricostituire il latte aggiungendo al latte vaccino intero un tuorlo d’uovo, un cucchiaio di panna, un cucchiaio di miele e un pizzico di sale; l'utilizzo di latte in polvere solitamente è più comodo, più immediato ed economico e la presentazione secca limita i rischi di diarrea nei cuccioli la cui acidità gastrica è ancora insufficiente per sterilizzare efficacemente il bolo alimentare. Per l'allevatore sarà difficile allattare i cuccioli una ventina di volte al giorno, come farebbero i piccoli potendo attaccarsi alla madre, ma dovrà comunque mantenere un ritmo di una poppata ogni tre ore almeno per la prima settimana, rispettando i tempi del sonno, indispensabili ai fenomeni di attaccamento e di impregnazione. Il latte va somministrato con il biberon o con una siringa privata di ago in caso di rifiuto alla suzione, ma in questo secondo caso la consistenza del latte deve essere più densa per stimolare il riflesso di deglutizione e limitare i rischi di errata assunzione, come passaggio di liquido nell'albero respiratorio. Se invece è presente in allevamento una femmina a uno stadio di lattazione simile a quello della madre priva di latte, oppure in gravidanza isterica, si può proporle uno o più cuccioli da accudire; lo sfregamento del cucciolo da proporle contro i suoi cuccioli permette di impregnarlo di un odore che sembra favorirne l'accettazione; infatti, nel corso dei primi due giorni dopo il parto, anche se il cucciolo non è ancora attaccato particolarmente alla madre, quest’ultima sa riconoscere molto bene i suoi piccoli. A partire dalla terza settimana si può poi iniziare a proporre uno svezzamento un po’ precoce ma utile per i cuccioli che abbiano poco latte a disposizione, proponendo un alimento per la crescita, della linea puppy, ammorbidito con acqua tiepida.

5 punti da ricordare
1) A seconda della razza il peso di un cucciolo alla nascita può variare da 70 a 700 g e dopo una perdita fisiologica il primo giorno di vita il peso deve crescere molto rapidamente, dal 5 al 10% al giorno nel corso delle prime settimane; 
2) La produzione lattea della madre dipende da parametri ambientali e dall'alimentazione offerta: la madre può essere nutrita a volontà, essendo quasi nullo il rischio obesità, data la notevole perdita di principi nutrizionali tramite il latte;
3) I cuccioli devono cercare subito la mammella per assumere il colostro in quantità adeguata così che venga stimolata la prima defecazione e vengano apportati gli anticorpi necessari; 
4) Durante il primo periodo di vita dei neonati l'allevatore deve assicurarsi che la femmina possegga istinto materno e sorvegliare le poppate mettendo i cuccioli meno vitali alle mammelle posteriori, che forniscono un latte più ricco.

5) Nel caso in cui la madre non abbia latte l'allevatore può ricorrere a un latte sostitutivo, in polvere o ricostituito, o far adottare i cuccioli ad una femmina in gravidanza isterica o che abbia pochi cuccioli.


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